Sintesi e commento in italiano a cura della Dott.ssa Martina Bartolucci
Scala, E., Abeni, D., Villella, V., Villalta, D., Cecchi, L., Pravettoni, V., Giani, M., Caprini, E., & Asero, R. (2025). Clinical severity of LTP syndrome is associated with an expanded IgE repertoire, FDEIA, FDHIH, and LTP mono reactivity. European annals of allergy and clinical immunology, 57(3), 128–139. https://doi.org/10.23822/EurAnnACI.1764-1489.314
Le LTP (Lipid Transfer Protein) sono piccole proteine stabili che resistono al calore e alla digestione, presenti in molti alimenti di origine vegetale.
L’allergia all’LTP rappresenta una sfida diagnostica, essa può manifestarsi con una certa varietà clinica; andando da reazioni lievi come la sindrome orale allergica (SOA) a reazioni sistemiche gravi, inclusa l’anafilassi. L’influenza di diversi cofattori è ancora in parte dibattuta.
L’articolo in questione analizza i fattori potenzialmente in grado di influenzare la gravità delle reazioni cliniche permettendo di attenzionare i pazienti a maggior rischio di reazioni gravi.
Nello studio è stata esaminata una coorte di pazienti dell’Italia centrale con almeno una positività LTP delle 15 LTP esaminate tramite metodica macroarray Allergen Explorer-ALEX® (Macroarray Diagnostics).
Della coorte sono stati considerati:
- Le sensibilizzazioni alle varie LTP
- La gravità dei sintomi; classificati da lievi (sindrome orale allergica) a moderati/gravi (orticaria/angioedema, anafilassi)
- L’influenza di altri fattori esterni (FDEIA-Food-Dependent Exercise-Induced Anaphylaxis, FDNIH-Food-dependent NSAID-induced hypersensitivity) valutati singolarmente o in combinazione
- La presenza di dermatite atopica, rino-congiuntivite, asma bronchiale
- L’eventuale co-sensibilizzazione a PR-10 e/o Profillina.
Risultati (n=426):
- La reattività a Pru p 3 (LTP pesca) è stata la più frequente (77%), seguita da Mal d 3 (LTP mela) e Zea m 14 (LTP mais) nel 60% dei casi. Ara h 9 (LTP arachide) e Pla a 3 (LTP platano) sono stati rilevati in oltre il 50% dei casi.
- Il 34% dei pazienti hanno manifestato reazioni lievi, il 65,8% reazioni moderate e il 34,2% reazioni gravi. 80 pazienti hanno mostrato tolleranza agli alimenti contenenti LTP.
- I Pazienti con sintomi moderati-gravi hanno mostrato livelli di IgE specifiche significativamente più elevati per Ara h 9, Cor a 8, Jug r 3, Mal d 3, Pru p 3 e Vit v 1 (LTP uva) rispetto a quelli con sintomi lievi. I soggetti che tolleravano gli alimenti con LTP presentavano valori di IgE significativamente inferiori per queste molecole.
- La sensibilizzazione concomitante a più di 5 molecole LTP è stata riscontrata nel 50% dei partecipanti sensibilizzati a LTP e nel 62% dei casi sintomatici, ed è risultata significativamente associata a un aumento del rischio di reazioni gravi.
- Cofattori Che Influenzano la Gravità:
- Fattori di rischio: La mono-reattività a LTP (44.6%), FDEIA (10.8%), e FDNIH (11.5%) sono stati identificati come significativi cofattori che aumentano il rischio di reazioni gravi. La regressione logistica multipla ha confermato l’associazione tra la positività a più di 5 molecole di LTP simultaneamente, FDEIA e FDNIH con un rischio significativamente più alto di allergia alimentare grave correlata a LTP.
- Fattori Protettivi: La sensibilizzazione a PR10 (24.2%), alla profilina (10.3%), e la presenza di dermatite atopica (16.7%) sono state associate a un effetto mitigante sulla gravità dei sintomi. La maggior parte dei soggetti con dermatite atopica nella coorte reattiva a LTP era sensibilizzata a PR10.
- Analizzando le singole positività LTP: Ara h 9, Cor a 8 e Mal d 3 hanno mostrato la più forte associazione con la gravità clinica e sono stati raramente rilevati in individui tolleranti. L’assenza di reattività IgE specifica a queste molecole è altamente indicativa di tolleranza. Nonostante Pru p 3 sia il più comune sensibilizzatore, la sua ampia reattività lo rende meno efficace nel discriminare pazienti ad alto rischio di reazioni gravi rispetto a sensibilizzazioni più specifiche come Cor a 8, Mal d 3 o Ara h 9.
Take home messages:
Questo studio permette di avere informazioni clinicamente applicabili per la gestione della sindrome da LTP permettendo una stratificazione del rischio. I punti chiave a cui porre attenzione sono:
- L’identificazione del cut-off di “più di 5 molecole LTP” come un forte predittore di reazioni gravi permetterebbe di identificare i pazienti che necessitano di un monitoraggio più stretto e di un eventuale piano di emergenza dettagliato.
- la valutazione di altre positività LTP. Livelli elevati di IgE specifiche verso Ara h 9, Cor a 8 e Mal d 3 dovrebbero allertare per potenziali reazioni gravi.
- la necessità di un’anamnesi approfondita che indaghi la presenza di FDEIA e FDNIH. Sottolineando l’importanza di raccomandazioni specifiche per i pazienti riguardo all’esercizio fisico e all’uso di FANS.
- Allargare la ricerca ad eventuali co-sensibilizzazioni a profilina/PR10, e indagare la presenza di dermatite atopica come eventuali fattori prognostici favorevoli.





