Sintesi e commento in italiano a cura del Dott. Giuseppe Pingitore
Cardinale F et al. Recurrent respiratory infections in children: New perspectives. Global Pediatrics 8 (2024) 100-105
Le infezioni respiratorie ricorrenti (RTI) rappresentano una delle cause più frequenti di consulto pediatrico. Sebbene nella maggior parte dei casi siano episodi virali autolimitanti, fino al 25% dei bambini in età prescolare presenta episodi ripetuti, spesso senza una causa evidente. L’articolo analizza in modo approfondito i molteplici fattori — genetici, immunologici, ambientali e iatrogeni — che possono predisporre alcuni bambini apparentemente sani a sviluppare RTI ricorrenti.
Fattori genetici
La suscettibilità alle infezioni può essere influenzata da varianti genetiche che modulano la risposta immunitaria innata e adattativa.
- MBL (mannose-binding lectin): varianti del gene MBL2 riducono i livelli sierici di MBL di 5–10 volte. I bambini con deficit presentano un rischio triplo di RTI.
- Otite media acuta ricorrente (AOM): coinvolgimento di geni come IL-6, TNF-β, surfactant protein A, CCL3, IL-17A, FBXO11, TGIF1, FUT2, FNDC1.
La metilazione di FNDC1 è fortemente associata al rischio di AOM <3 anni. - Sinusite cronica: mutazioni monoalleliche del gene CFTR aumentano il rischio.
- Infezioni gravi da RSV o Legionella: polimorfismi in TLR4, TLR5, IFIH1 influenzano la severità.
Atopia
L’atopia rappresenta un importante cofattore che aumenta la vulnerabilità alle RTI.
- Bambini con rinite allergica o dermatite atopica hanno una prevalenza doppia di infezioni pneumococciche.
- L’epitelio bronchiale degli asmatici presenta alterazioni strutturali e funzionali che favoriscono le infezioni.
- Difetti dell’immunità innata (es. risposta interferonica ridotta) aggravano le riacutizzazioni virali.
- La dermatite atopica comporta deficit di peptidi antimicrobici (LL-37, β-defensine), aumentando la suscettibilità a infezioni cutanee e respiratorie.
Difetti immunitari minori
Non si tratta di immunodeficienze severe, ma di anomalie subcliniche che aumentano la frequenza delle infezioni.
- Deficit di IgA e/o IgG: associati a RTI ricorrenti.
- SPAD (Specific Antibody Deficiency): risposta anticorpale inadeguata a polisaccaridi (Hib, pneumococco).
- Otiti ricorrenti: correlate a deficit dell’immunità mucosale e della risposta cellulo-mediata contro S. pneumoniae e H. influenzae.
Infezioni batteriche atipiche
- Mycoplasma pneumoniae e Chlamydia pneumoniae possono contribuire a episodi ricorrenti, soprattutto <5 anni.
- Coinvolti in wheezing e faringotonsilliti ricorrenti.
Sovrappeso e obesità
- Aumentano il rischio di RTI e peggiorano gli esiti.
- La leptina, alterata nell’obesità severa, può compromettere la risposta immunitaria.
Carenze di micronutrienti
- Vitamina D: livelli bassi correlati a maggior rischio di infezioni; la supplementazione riduce gli episodi acuti.
- Zinco e selenio: ridotti nei bambini con wheezing ricorrente.
- Antiossidanti (β-carotene, retinolo, vitamina E, vitamina C, glutatione): livelli subottimali associati a maggior incidenza di infezioni.
Microbiota delle vie aeree
Il microbiota nasofaringeo è un regolatore cruciale della salute respiratoria.
- I bambini con RTI ricorrenti mostrano: riduzione precoce di Corynebacterium e Dolosigranulum, aumento precoce di Moraxella, successiva prevalenza di Neisseria e Prevotella.
- Fattori che influenzano il microbiota, quali: modalità di parto, allattamento, sovraffollamento, uso recente di antibiotici.
- Un profilo precoce dominato da Moraxella è associato al più alto tasso di RTI nei primi 2 anni.
Noxae intrauterine
Esposizioni ambientali durante gravidanza e primi 1000 giorni influenzano lo sviluppo immunitario.
Il fumo materno: aumenta RTI, wheezing e durata dei sintomi. Bisfenolo A (BPA) e ftalati: esposizione prenatale associata a RTI, wheezing e asma fino ai 7 anni.
Fattori ambientali
- Stagione invernale, scarsa biodiversità ambientale, sovraffollamento domestico, asili nido, fratelli piccoli.
- Esposizione al fumo passivo: aumenta RTI, LRTI, wheezing.
- Prodotti detergenti nebulizzati (es. candeggina): irritano l’epitelio respiratorio e favoriscono infezioni locali.
Antibiotici.
L’uso inappropriato resta un problema globale. Gli antibiotici possono: alterare il microbiota respiratorio, interferire con l’immunità innata, aumentare il rischio di RTI successivi (es. uso per acne → rischio raddoppiato di RTI nei 12 mesi successivi).
Glucocorticoidi e FANS. Glucocorticoidi orali (es. betametasone) usati impropriamente per febbre e tosse: prolungano lo shedding virale (RSV), aumentano la replicazione virale.
FANS: interferiscono con la risposta immunitaria adattativa, riducono chemotassi, burst ossidativo, fagocitosi, possono favorire persistenza e ricorrenza delle infezioni.
Le RTI ricorrenti nei bambini sono il risultato di un insieme di fattori additivi, spesso sottovalutati:
predisposizione genetica, atopia, difetti immunitari minori, alterazioni del microbiota, carenze nutrizionali, esposizioni ambientali, uso scorretto di antibiotici, FANS e corticosteroidi.
Non esiste quasi mai un’unica causa: è la somma dei fattori a determinare la vulnerabilità del bambino.
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