Yii A, Tay TR, Lee KCH, et al. Blood eosinophil-guided systemic corticosteroid duration in adults hospitalised for asthma exacerbation: a randomised, controlled, open-label, non-inferiority trial. Thorax 2026;81:238–245.
Sintesi e commento in italiano a cura del Dott. Giuseppe Pingitore
Le linee guida internazionali raccomandano 5–7 giorni di corticosteroidi sistemici per le riacutizzazioni d’asma, ma l’evidenza a supporto di questa durata è molto debole.
Il documento ricorda che: “L’evidenza non è abbastanza forte per confrontare l’efficacia di regimi più brevi rispetto a quelli più lunghi” (Cochrane Review).
Inoltre, le riacutizzazioni d’asma non sono tutte uguali:
– Eosinofiliche (T2-high) → molto responsivi agli steroidi
– Non eosinofiliche (T2-low)→ risposta scarsa agli steroidi
Il conteggio degli eosinofili nel sangue (cut-off=300 cellule/µL) è un biomarcatore semplice, economico e accurato per distinguere i due fenotipi. Dato che anche brevi cicli di steroidi aumentano il rischio di eventi avversi (sepsi, trombosi, fratture, ulcere, eventi cardiovascolari), emerge l’esigenza di una gestione del trattamento.
Lo studio si propone l’obiettivo di valutare se una strategia “guidata dagli eosinofili” possa ridurre l’esposizione agli steroidi nei pazienti non eosinofilici. Vuole valutare, inoltre, la “non-inferiorità clinica” rispetto allo schema standard di 5 giorni.
Si tratta di uno studio randomizzato, controllato, open-label, di non inferiorità, condotto in due centri ospedalieri a Singapore. Sono stati arruolati 110 adulti ricoverati per riacutizzazione d’asma, con randomizzazione 1:1. Si è confrontata la terapia abituale (prednisolone 40–50 mg/die per 5 giorni) con una terapia di durata di soli 3 giorni, basandosi sulla conta degli eosinofili ematici, secondo questo schema:
– ≥300 cellule/µL → 5 giorni di terapia
– <300 cellule/µL → 3 giorni di terapia
Il conteggio degli eosinofili doveva essere eseguito prima della somministrazione di steroidi.
L’esito primario misurato era il fallimento della terapia durante il ricovero, in termini di necessità di estensione della durata degli steroidi, necessità di ventilazione invasiva/non invasiva o morte.
L’età media dei pazienti era 48 anni , di cui 61.8% donne, 60% eosinofilici, 40% non eosinofilici, 60% già in terapia ICS prima del ricovero.
Esposizione cumulativa agli steroidi nel gruppo eosinophil-guided è stata: non eosinofilici 136 mg, eosinofilici 214 mg (p = 0.0004). Nel gruppo usual care non c’erano differenze significative.
Lo studio dimostra che la strategia guidata dal biomarcatore riduce realmente l’esposizione agli steroidi nei T2-low, senza penalizzare gli esiti.
Gli autori concludono che nei pazienti non eosinofilici, 3 giorni di steroidi sono sufficienti; nei pazienti eosinofilici, la durata standard di 5 giorni rimane appropriata. La strategia è sicura, non aumenta eventi gravi e riduce l’esposizione agli steroidi.