Sintesi e commento in italiano a cura del Dott. Giuseppe Pingitore
Giovannini M, Mori F, Barni S, Saretta F, Arasi S, Castagnoli R, Liotti L, Mastrorilli C, Pecoraro L, Caminiti L, Sturm GJ, Marseglia GL, Del Giudice MM, Novembre E. Hymenoptera venom allergy in children. Ital J Pediatr. 2024 Dec 20;50(1):262. doi: 10.1186/s13052-024-01731-9.
Il lavoro è una revisione narrativa della letteratura sull’allergia al veleno di imenotteri in età pediatrica, realizzato da un gruppo di pediatri/allergologi italiani. Ne presentiamo una sintesi.
L’allergia al veleno degli Imenotteri nei bambini è una problematica rilevante, sebbene meno frequente e grave rispetto agli adulti. Gli Imenotteri comprendono le api (Apis mellifera) e i bombi (Bombus) della famiglia Apidae, nonché le vespe e i calabroni della famiglia Vespidae, suddivisi in Vespinae (vespe, calabroni, vespule, dolichovespule) e Polistinae (vespe cartonaie). L’ipersensibilità al veleno degli Imenotteri può derivare da meccanismi immunologici (mediati o non mediati da IgE) e non immunologici, con manifestazioni che variano da reazioni locali a reazioni sistemiche gravi.
Epidemiologia e fattori di rischio – La sensibilizzazione al veleno degli Imenotteri nei bambini è riportata al 3,7%, con una prevalenza di reazioni locali estese tra lo 0,9% e l’11,5% e di reazioni sistemiche sotto l’1% in Italia, ma più elevata in Israele (6,5%). I bambini tendono a sensibilizzarsi meno e a manifestare reazioni meno gravi rispetto agli adulti, probabilmente a causa di una minore esposizione alle punture e di meno comorbidità. Tuttavia, i fattori di rischio per reazioni sistemiche gravi includono:
- Storia di reazioni anafilattiche precedenti.
- Patologie cardiovascolari o polmonari preesistenti (incluso l’asma).
- Uso di farmaci come beta-bloccanti o ACE-inibitori.
- Specie di insetto: in particolare, la puntura di calabroni (Vespa crabro) presenta un rischio maggiore.
- Sede della puntura (testa e collo sono più pericolosi).
- Livelli elevati di triptasi sierica, indicativi di mastocitosi.
Diagnosi e test allergologici – La diagnosi si basa su un’accurata anamnesi clinica, affiancata da test cutanei e in vitro per individuare l’allergene responsabile. I principali test diagnostici includono:
- Test cutanei (Skin Prick Test e test intradermici).
- Dosaggio delle IgE specifiche contro gli estratti di veleno e allergeni molecolari.
- Test di inibizione CAP e Basophil Activation Test (BAT), utili per diagnosi complesse.
- Misurazione della triptasi sierica, necessaria per escludere la mastocitosi in caso di reazione sistemica.
Trattamento e gestione – Nei casi di allergia al veleno degli Imenotteri, il trattamento delle reazioni acute segue le attuali linee guida e include:
- Uso immediato di adrenalina in caso di anafilassi.
- Antistaminici e corticosteroidi come terapia di supporto.
- Immunoterapia con veleno (VIT) per i pazienti con reazioni sistemiche accertate. La VIT è altamente efficace e offre protezione contro future punture, con protocolli sia accelerati che convenzionali. La sua durata consigliata è di almeno 3-5 anni, con possibilità di prolungamento in base alla gravità del caso.
Prevenzione – La prevenzione è essenziale e include misure ambientali e comportamentali per ridurre l’esposizione agli insetti. È importante educare i pazienti e i loro genitori sulle strategie per evitare le punture, come:
- Evitare luoghi con alta presenza di insetti (frutteti, prati, aree di raccolta miele).
- Utilizzare abbigliamento protettivo (scarpe chiuse, guanti durante il giardinaggio).
- Evitare alimenti e bevande all’aperto, che attraggono le vespe.
- Portare sempre con sé adrenalina autoiniettore, se indicato.
Conclusione – L’allergia al veleno degli Imenotteri nei bambini è meno comune rispetto agli adulti, ma può comportare rischi significativi. Una corretta diagnosi, insieme all’immunoterapia e alla prevenzione, rappresenta la strategia più efficace per proteggere i pazienti e migliorare la loro qualità di vita.




