Articolo a cura dei Dottori L.Cecchi, R.Asero, F.Murzilli e R.Polillo (pubblicato da Quotidianosanità)
La società scientifica AAIITO ha sollevato nuovamente la questione delle tariffe delle prestazioni LEA in allergologia, denunciando come queste stiano accentuando la privatizzazione della sanità pubblica. Già in precedenza la stessa società aveva lanciato un grido di allarme, rimasto inascoltato, riguardo alla inadeguatezza delle tariffe LEA previste per le prestazioni ambulatoriali nel settore allergologico. Queste tariffe, stabilite nel 2017, non tengono conto degli impatti del COVID-19 e delle attuali crisi energetiche e inflazionistiche legate all’invasione della Russia in Ucraina.
Oltre al fatto che le tariffe attuali non coprono adeguatamente i costi delle prestazioni allergologiche complesse, il regime ambulatoriale riconosciuto come unica modalità non tiene conto del differente rischio dei pazienti legate alle differenti procedure allergologiche. Inoltre, la remunerazione dei test allergologici in vivo è stata ridotta senza considerare l’aumento dei costi materiali e del personale necessario per eseguirli. Le tariffe per i test in vitro sono altrettanto inadeguate, mettendo a rischio l’accesso alle prestazioni di allergologia per milioni di pazienti.
La società scientifica ha aperto un tavolo di confronto con il Ministero. Si auspica che tutti i soggetti coinvolti nel settore allergologico collaborino per salvaguardare questa branca specialistica fondamentale, considerando che il 30% della popolazione si rivolge a essa per la gestione delle patologie allergologiche.





