Le allergie in Italia costituiscono, secondo i dati istat, la terza causa di malattia cronica dopo osteoporosi/artrite e ipertensione. Molti studi confermano che il cambiamento climatico potrebbe peggiorare la situazione, favorendo la diffusione geografica di piante allergeniche ma anche allungando la stagione dei pollini. Si stima che un aumento di mezzo grado della temperatura faccia aumentare “da 10 a 100 volte la quantità dei pollini presenti nell’aria” e, di conseguenza, “da 10 a 100 volte le persone che soffrono di allergie” durante la primavera. Un quadro preoccupante considerando che dal 1977 la temperatura globale annuale è costantemente più alta della media del xx secolo e che dal 2000 l’anomalia resta costantemente oltre il mezzo grado di differenza. A questo si aggiunge il persistente problema dell’inquinamento atmosferico: l’aumento mondiale delle malattie allergiche è stato attribuito, da parte di molti studi, proprio a fattori inquinanti come i gas di scarico delle auto, l’ozono, il biossido di azoto, il biossido di zolfo ed altre particelle inorganiche aerotrasportate. Inoltre ci sono i nuovi inquinanti caratterizzati da nanoplastiche e nanoparticelle che si è visto indurre lo scatenamento dell’infiammazione allergica. Per quanto riguarda, invece, le allergie e le intolleranze alimentari c’entra il fattore dell’inquinamento ma soprattutto l’intenso uso di sostanze chimiche da parte delle aziende che aumenta l’esposizione agli antigeni. Di tutto questo e anche ad esempio di asma grave e/o di difficile controllo con le sue terapie biologiche personalizzate, di medicina di precisione con diagnosi e terapie ritagliate sul paziente, di allergie a farmaci e imenotteri si parlerà in questo congresso che vuole essere un aggiornamento per lo specialista, per il medico di base e per tutti i cultori di questa disciplina in continua crescita ed evoluzione. Vi aspettiamo numerosi Marcello Zambito
L’influenza ambientale sulle patologie allergiche: Update 2025
Palermo, 12-13 settembre 2025





